Affitti brevi: cosa cambia nel 2025?

Il mercato degli affitti brevi è in continua evoluzione e stare al passo con le nuove normative può essere complesso. Dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore importanti novità che riguardano tutti coloro che affittano immobili a scopo turistico per brevi periodi, un fenomeno in crescita esponenziale che, secondo i dati Aigab, coinvolge già 640.000 immobili in Italia, pari all'1,8% delle case esistenti. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Codice Identificativo Nazionale (CIN): obbligatorio per tutti

La principale novità riguarda l'introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), previsto dall'articolo 13-ter del D.L. 145/2023 (convertito con modificazioni dalla L. 191/2023), un codice che identifica univocamente ogni alloggio affittato per turismo. Questo codice va richiesto telematicamente ed esposto sia all'interno dell'appartamento che all'esterno dell'edificio. Attenzione: affittare senza CIN può comportare sanzioni fino a 8.000 euro!

Nuove regole per la sicurezza

Oltre al CIN, sono stati introdotti nuovi standard di sicurezza per gli affitti brevi, come l'obbligo di installare dispositivi per la rilevazione di gas e monossido di carbonio e di avere estintori a norma. Queste disposizioni sono contenute nel D.M. 7 luglio 2017, che disciplina i requisiti di sicurezza antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere.

Comunicazione degli ospiti alla Questura

Come già previsto per alberghi e B&B, anche chi affitta per brevi periodi deve comunicare alla Questura le generalità degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo. Questo obbligo è sancito dall'articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) e dal Decreto del Ministero dell'Interno del 7 gennaio 2013. Importante: l'identificazione deve avvenire di persona, l'utilizzo di key box è vietato! Come chiarito dalla circolare del Capo della Polizia del 1° dicembre 2024, le key box contravvengono all'obbligo di identificazione personale degli ospiti.

Cedolare secca al 26% per il secondo alloggio

Dal 1° gennaio 2024 la cedolare secca per il secondo alloggio affittato per brevi periodi è passata al 26%. Questa modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023). Per la prima casa resta al 21%. Ricordiamo che, secondo le stime Aigab, circa 600.000 famiglie italiane integrano il proprio reddito grazie agli affitti brevi.

Affitti brevi: un'opportunità da gestire con attenzione

Affittare un immobile per brevi periodi può essere un'ottima fonte di reddito, ma è fondamentale conoscere le regole e gli adempimenti previsti dalla legge. Le nuove normative introdotte nel 2025 mirano a rendere il mercato più trasparente e sicuro, ma comportano anche nuovi obblighi per i proprietari. Un mercato che, come evidenzia l'articolo del Sole 24 Ore, genera un indotto importante, con circa 30.000 imprenditori e 150.000 dipendenti coinvolti nel settore.

Studio Legale Salvioni: al tuo fianco per gli affitti brevi

Lo Studio Legale Salvioni è specializzato in diritto immobiliare e offre consulenza e assistenza legale completa in materia di affitti brevi. Possiamo aiutarti a:

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  • Adeguare il tuo immobile alle nuove norme di sicurezza
  • Redigere contratti di locazione a norma di legge
  • Gestire i rapporti con gli ospiti
  • Risolvere eventuali controversie

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Note:

Questo post include dati statistici estrapolati dall'articolo "Affitti brevi, parte la rivoluzione: Cin obbligatorio e divieti per 640mila immobili" pubblicato su 24+ del Sole 24 Ore il 1° gennaio 2025.

Le informazioni contenute in questo post hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale.