Fisco: in arrivo 200mila lettere di compliance. Come comportarsi?

Negli ultimi giorni le principali testate giornalistiche e i portali di informazione fiscale hanno lanciato l'allarme: l'Agenzia delle Entrate sta per inviare circa 200.000 lettere ai proprietari di immobili italiani.

L'operazione, ribattezzata giornalisticamente caccia alle "case fantasma", non si basa su sopralluoghi fisici, ma su una tecnologia sempre più utilizzata e invasiva: l'incrocio tra le mappe catastali e le immagini satellitari ad alta risoluzione.

Se il "Grande Fratello" fiscale dovesse notare una discrepanza – ad esempio una sagoma diversa dell'edificio, una veranda chiusa che prima non c'era, o una piscina non censita – potrebbe scattare in automatico la procedura di accertamento o la lettera di compliance.

Il rischio dell'errore tecnologico

Il problema principale di questa procedura massiva è l'automatismo. L'algoritmo che analizza le foto aeree non ha la sensibilità di un tecnico umano.

Spesso, quello che dall'alto sembra un abuso o un ampliamento volumetrico, nella realtà potrebbe essere:

  • Una tettoia rimovibile o un gazebo stagionale (che non richiede variazione catastale);

  • Una semplice ombreggiatura che altera la sagoma percepita;

  • Un intervento di manutenzione che non comporta aumento di rendita.

Tuttavia, la lettera che arriva a casa sarà perentoria: un invito a regolarizzare la posizione (pagando sanzioni, spese tecniche e imposte arretrate su IMU, TARI e IRPEF) o a giustificarsi entro tempi stretti.

L'errore da non commettere: pagare "per paura"

Di fronte a una comunicazione ufficiale dell'Agenzia delle Entrate, l'istinto di molti contribuenti è correre ai ripari effettuando immediatamente il ravvedimento operoso o la variazione catastale (DOCFA), pur di "chiudere la faccenda".

Attenzione: procedere alla regolarizzazione senza una verifica preventiva equivale a un'ammissione di colpa. Se l'accertamento satellitare fosse errato, avrete sostenuto costi inutili e aumentato la rendita della vostra casa (e quindi le tasse future) senza motivo.

Cosa possiamo fare per voi

Per tutelare i nostri assistiti e i clienti, lo Studio ha attivato un protocollo di verifica preliminare.

Non vogliamo lasciamo che nessuno resti solo davanti alla contestazione tecnica.  Il nostro intervento si articolerà in due fasi:

  1. Analisi della contestazione ricevuta: ci occuperemo di verificare la correttezza formale dell'atto ricevuto e i termini di prescrizione (il Fisco non può chiedere tutto all'infinito).

  2. Verifica tecnica: grazie alla collaborazione con tecnici di fiducia, analizzeremo se la discrepanza rilevata a livello satellitare corrisponda ad un reale obbligo di adeguamento catastale.

Solo dopo aver effettuate le suddette verifiche decideremo la strategia: sanare (se necessario e conveniente) o contestare la richiesta dimostrando l'errore del Fisco.

In conclusione, se hai ricevuto una lettera di compliance o un avviso di accertamento non agire d'impulso.

Contatta subito lo Studio Salvioni.

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